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Secondo Eistein:


"Devi imparare le regole del gioco. E poi devi giocare meglio di chiunque altro"


Questo concetto che può sembrare tanto banale, dovrebbe essere insegnato durante l?intero percorso formativo a tutti gli atleti di qualsiasi disciplina sportiva, tuttavia è ormai assodato che questo non avviene come emerge dalle ultime dichiarazioni fatte dall'austriaco Hinteregger, calciatore professionista ancora in attività, il quale come riporta la Bild ha dichiarato che:


"Molti calciatori professionisti sono diventati dipendenti dall'alcol o sono completamente crollati. Probabilmente sono circa un terzo del totale. Ed è un numero spaventoso, perchè è un qualcosa di cui durante la propria carriera nessuno parla mai, praticamente uno su tre si trova in questa situazione"


poi ha aggiunto:


"Più soldi hai, più aumentano le preoccupazioni. E più ti stressi, più diventi infelice"


Quando una carriera si può definire a rischio?


Se vuoi guardare il video di questo articolo clicca qui ? https://youtu.be/EwFil616A58


La qualità più importante che deve avere un atleta è l?abilità di imparare a gestire se stesso nelle diverse situazioni che il percorso sportivo propone durante l?intera carriera, partendo da quando è nella sua fase iniziale in qualità di giovane, fino ad arrivare alla fase finale del processo che dovrebbe essere contraddistinta dal ruolo di mentore per gli atleti meno esperti. 


Nel momento in cui la persona ancora prima dell?atleta sia dilettante che professionista non comprende le regole universali che rappresentano il ciclo del processo, ecco che rende vulnerabile l?esito dello stesso consegnando il proprio presente e futuro in mano a fattori esterni che diverse scuole di pensiero rappresentano con il termine ?casualità?, principio meglio conosciuto come causa ? effetto nella sequenza temporale degli eventi mentre altri studi raffigurano con il termine ?sincronicità?, principio che a differenza della casualità si concentra sui processi che si svolgono nella psiche inconscia della persona.


Come si può notare in entrambe le situazioni è evidente che l?esito del cammino sportivo non è controllato direttamente dalla persona ma da fattori che, se sconosciuti e ignorati, conducono l'atleta verso mete lontane dai propri reali obiettivi, alcol e depressione rappresentano delle possibili conseguenze che nella maggioranza dei casi come abbiamo visto portano a concludere anticipatamente carriere che sarebbero potute diventare storie positive e indimenticabili da raccontare ai vari appassionati di sport.


Se vuoi approfondire insieme questo argomento scrivimi: antonio@marianoantonio.com


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