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In questo periodo storico nello sport professionistico molti atleti si sono eretti nella funzione di guida nei confronti dei propri colleghi, interpretando il ruolo quasi si trattasse di vestire i panni di supereroi prescelti per ristabilire l?ordine universale degli elementi.


???????Attualmente tuttavia gli atleti in qualità di esseri umani hanno bisogno di guide vicine alle loro reali difficoltà più che divinità da idolatrare, leader pronti a dedicarsi alla loro trasformazione più che alla propria esaltazione. 


I leader quindi sono esseri umani oppure supereroi?        


Se vuoi vedere il video clicca qui ? https://youtu.be/qGa43pq_ceA

                  

Proviamo ad analizzare la notizia di questi giorni riguardante il calciatore Ibrahimovic, atleta che si paragona spesso a divinità e miti del passato che dopo aver sbagliato 5 degli ultimi 7 rigori tirati, ha deciso di tornare sul pianeta terra manifestando una sua debolezza, nel suo libro come ricorda il Giornale ha dichiarato:


?Io ho sempre tirato i rigori con ottime percentuali. Poi all?inizio della stagione ho cominciato a sbagliare ed è successo qualcosa nella mia testa. Non capivo bene cosa. Un click. Quando andavo sul dischetto, mi sentivo sicuro, carico di fiducia. Partivo molto tranquillo, ma, nel momento preciso in cui colpivo il pallone, mi sembrava di perdere le forze. Tutto era perfetto fino all?impatto con la palla, poi o perdevo potenza o diventavo insicuro e cambiavo idea all?ultimo momento. Non mi era mai successo. Ho provato ad andare avanti lo stesso: il prossimo andrà meglio, mi sbloccherò e la testa tornerà libera. Invece niente? 


Questo pensiero lo ha portato alla seguente decisione: ?Basta, non tiro più finché non mi torna la fiducia e mi sento libero?


Una scelta destinata a cambiare valutando le successive dichiarazioni ma come potrà fare per essere efficace?


Vediamo insieme come continuano le sue parole:


?Al momento non so quando tornerò sul dischetto. Dovrà scattarmi un altro click in testa. A questo punto il rigore non è più una sfida al portiere, ma a me stesso. È un blocco che devo superare e dovrà accadere in partita. In allenamento non serve. Li segnavo tutti, la forza e la precisione al momento del calcio non mi mancavano mai. È in partita che devo fare click. Sta tutto nella testa?.


Queste frasi, anche se per qualcuno possono sembrare confessioni pericolose fatte da chi si proclama eroe a interim lo avvicinano meglio al ruolo che gli è stato assegnato, cioè quello di guida degli atleti più giovani o meno esperti, nello specifico persone che cercano risposte alle proprie domande e non conferme alle proprie conclusioni. Attraverso la metodologia del coaching mentale, lavorando su stesso anche un leader come lui può sbloccare quel meccanismo di paura che lo rende umano, soprattutto nella difficoltà ma potente quando si tratta di superare la propria criticità, che sia da solo o con un coach professionista a supporto, con metodo e impegno può sviluppare nuove esperienze utili a modificare il proprio vissuto e ad attivare nuovi risultati.


Dopo aver superato questa montagna diventerà la migliore versione di se stesso, l?esempio che i suoi colleghi saranno ancora più propensi a seguire e rispettare, fino alla prossima sfida...


Conoscersi e formarsi è alla base del miglioramento, seguimi e sviluppa il tuo talento!


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